Il conflitto con Taranto
Trascorsi appena dieci anni dalla pace con i Sanniti, i Romani si trovarono di nuovo
implicati in una guerra, questa volta contro un sovrano di origine greca: Pirro re
dell'Epiro, (odierna Albania), venuto in soccorso, in Italia dei Tarantini.
Taranto era una delle più importanti fra le colonie della Magna Grecia. La crescente
potenza dei Romani era perciò essa causa di timore, specialmente perché Roma avrebbe potuto compromettere gli scambi commerciali fra la madrepatria e le colonie; per questo era stato stipulato, in tutta fretta, un accordo con Roma che vietava alle navi romane di oltrepassare il promontorio Lacinio e di penetrare, quindi, nel grande golfo di Taranto.
Alcune navi, però, infransero il patto e i Tarantini, che speravano di sconfiggere
Roma con l'aiuto della madrepatria, o più precisamente di Pirro, colsero l'occasione per
dichiarare guerra, sordi alle scuse e alle proposte di pace dei Romani.
La guerra durò circa cinque anni (280-275) e si concluse con la battaglia di Malevento,
vinta dai Romani che, a ricordo della vittoria, le mutarono il nome in Benevento.
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