Dopo la morte di Cesare le guerre civili vennero riprese, finchè un suo figlio adottivo,
di nome Ottaviano, riuscì a sconfiggere i suoi rivali ed ebbe il titolo di Imperatore.
E' da questo momento che si parlò non più di Repubblica, ma di Impero.
In seguito il Senato concesse ad Ottaviano anche il titolo di Augusto, cioè "divino", egli
infatti venne adorato come un dio.
Augusto governò per circa cinquanta anni, durante questo periodo non si combatterono
quasi mai guerre e per Roma fu un periodo molto felice.
L'agricoltura, le arti, la letteratura fiorirono e Roma divenne la più splendida città che
si ricordi e, non solo Roma fu arricchita di monumenti, ma tutto il territorio dell'Impero.
Furono aperti canali per bonificare le terre paludose; furono costruiti acquedotti e ponti,
erette solide fortificazioni lungo i confini.
Il monumento più significativo di questo periodo è l'Ara Pacis Augustea, cioè
l'Altare della pace di Augusto, completamente in marmo.
Furono ristrutturate strade magnifiche che ancora oggi riportano gli stessi nomi: la Via
Appia, la Via Flaminia, la Via Aurelia....
Gli usi, le leggi e costumi di Roma, si diffusero ovunque.
Ma Augusto non si occupò solamente della rinascita culturale di Roma, uno dei suoi
principali meriti fu quello di porre ordine nell'amministrazione delle Province, troppo
sfruttate nel passato da pessimi governatori. Egli abolì la vecchia carica di governatore
ed inviò nelle province dei funzionari statali compensati con stipendio fisso: altri
funzionari furono addetti alla riscossione delle tasse , il cui ammontare venne sempre
rigorosamente controllato.
In mezzo a tanto fervore di civiltà, proprio durante il governo d'Augusto, una nuova
luce iniziò a risplendere su tutta la Terra, infatti a Betlemme, in Palestina, nacque il
Salvatore del Mondo: Gesù.
L'impero Romano alla morte di Augusto